Loft Carpineti

La storia di Carpineti

Abitato fin dalla preistoria, in questo territorio si sono succeduti Liguri appartenenti alla tribù autoctona dei Verabolensis, Romani, Bizantini e Longobardi. Prima dell’anno mille nel suo territorio si trovava Verabolo, sede di un pago romano e poi bizantino. Prima della conquista longobarda, in epoca bizantina, la chiesa locale, organizzata attorno all’antica pieve di San Vitale, era dipendente dal vescovo di Ravenna e non da quello di Reggio. Lungo il crinale Valestra Fosola probabilmente si trovava il limes, cioè il confine, fra i territori sottoposti a Bisanzio e quelli longobardi.

Carpineti ebbe particolare importanza al tempo della contessa Matilde di Canossa, marchesa di Toscana ed ultima rappresentante della dinastia degli Attoni (rami cadetti della medesima famiglia, o semplici vassalli portanti il medesimo cognome, proseguono nelle famiglie Iattoni/Jattoni nella vicina Val Parma).

Nel castello romanico tuttora esistente, posto sul crinale del Fosola-Valestra – da cui si apre il panorama sulla valle del Secchia e quella del Tresinaro – dimora preferita dalla gran Contessa, ebbe luogo il «Convegno di Carpineti» del 1092, durante il quale ecclesiastici ed alleati di Matilde discussero le proposte di pace di Enrico IV. La contessa, incoraggiata anche dalle veementi parole dell’eremita Giovanni da Marola, maturò la decisione di perseverare nella lotta contro l’imperatore, che venne sconfitto e infine umiliato nella vicina Canossa.

Alla dissoluzione dei territori matildici a seguito della morte della contessa, Carpineti passò a diversi signori. Nel XIII secolo giurò fedeltà al Comune di Reggio, sebbene la lealtà verso la città di pianura fu spesso dubbia. In particolare è da ricordare la vicenda del brigante Domenico Amorotto, appartenente all’antica stirpe dei De Bretti, attuali Beretti che spadroneggiò nel territorio di montagna per molti anni, essendo acerrimo nemico del Guicciardini e dei vari signori di Reggio. Dal XVI secolo divenne parte del Ducato estense di Reggio, di cui condivise la sorte fino all’unità d’Italia.




La proprietà

Questa proprietà è composta da un fabbricato in muratura da ristrutturare.

La sua struttura è tipica dei loft; composta da una zona servizi al piano, seminterrato e dalla zona giorno e notte disposta su un unico piano al livello del terreno.

Ben esposta al sole la proprietà è comodamente raggiungibile dalla strada che collega il fondovalle del Secchia al capoluogo di Carpineti, mentre il terreno di circa mq. 1600 di proprietà si trova a monte.

Bellissimo il panorama di cui gode con vista sulle principali vette montuose ed il Castello di Carpineti a farne da sfondo.

La proprietà si presta particolarmente ad una giovane coppia o ad una persona che voglia coltivare un piccolo sogno agricolo a pochi passi da casa con la comodità delle utenze e per trascorre serene e fresche giornate in Appennino.